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La Fiera di San Biagio del 3 di Febbraio

Pietrasanta, come molte città e cittadine poste lungo importanti assi viari, nel nostro caso l’Aurelia e la Via Francigena, è sempre stata una città di incontri, di locande, botteghe, osterie e mercati. Anzi potremo dire che proprio la necessità di soddisfare questa esigenza ha portato alla nascita della Città.
Pietrasanta, ufficialmente venne fondata intorno al 1256, ad opera dell’allora Podestà di Lucca, il guelfo Guiscardo, da cui il nome di una delle splendide camere e suites del Il Duomo Luxury Suites.

La fiera di San Biagio ai tempi del Covid

Photocredit @ClaudioBeduschi

della nobile schiatta dei Pietrasanta di Milano, che dette anche il nome alla città.
In realtà un nucleo urbano un “castra” romano o bizantino, intorno alla Rocchetta della Sala, esisteva già ed era chiamato Massa Versiliae, dal nome del fiume che scorreva alle sue falde.

La fondazione di Pietrasanta serviva a soddisfare due esigenze: trasferire le persone che in precedenza avevano abitato intorno al vicino castello di Corvaia, distrutto dai lucchesi per impedire ai suoi signori di allearsi con Pisa, e realizzare una zona di stoccaggio delle merci arrivate al porto di Motrone, lo “scalo merci” costiero distante da Pietrasanta una manciata di chilometri. Per questa ultima ragione la città fu dotata di mura e di magazzini, presto sorsero bei palazzi, spacci, locande, osterie.

Come santo patrono fu scelto Martino, un santo militare romano, quello del miracolo del mantello donato al povero, lo stesso santo intestatario della Cattedrale di Lucca, la città fondatrice di Pietrasanta, ma come spesso accade in Italia, i pietrasantini, cioè gli abitanti di Pietrasanta, che forse si dovrebbero chiamare pietrasantesi, si affezionarono molto di più ad un altro santo: San Biagio.

Ma chi era San Biagio, Biagio di Sebaste, Vissuto tra il III e il IV secolo a Sebaste in Armenia (Asia Minore), era medico e venne nominato vescovo della sua città. A causa della sua fede venne imprigionato dai Romani, durante il processo rifiutò di rinnegare la fede cristiana. Morì decapitato. Di San Biagio viene invocata l’intercessione per tutte le malattie relative alla gola. Nel giorno del Santo a Pietrasanta si andava nel Duomo a farsi segnare la gola per prevenirne le malattie.

La fiera di San Biagio ai tempi del Covid
Photocredit : Comune di Pietrasanta.

Il giorno della ricorrenza del Santo il 3 di Febbraio, tradizionalmente a Pietrasanta si faceva festa e si organizzava un bel pranzo a base di tortelli,

La fiera di San Biagio ai tempi del CovidPhotocredit: Trattoria Da Beppino,
i ravioli ripieni di carne, formaggio, bieta, e aromi vari, conditi con il ragout ed il parmigiano e di Pollo e coniglio fritto, per dolce il castagnaccio o il buccellato lucchese e nel pomeriggio tutti alla fiera a curiosare tra le cento e più bancarelle tornando a casa con un sacchetto di brigidini, i dolci tipici di Lamporecchio e con il croccante. Il croccante un miscuglio dolcissimo di zucchero caramellato e nocciole, scodellato caldo su una lastra di marmo e tagliato a pezzi, per la gioia dei bambini e di dentisti locali a cui la durezza dello zucchero cristallizzato forniva nei giorni successivi clienti in abbondanza.
Un settore importante della Fiera di San Biagio era quello zootecnico,

 

La fiera di San Biagio ai tempi del Covid

Photocredit: Comune di Pietrasanta.

i contadini di tutta la Versilia calavano su Pietrasanta per comprare i manzi da ingrasso o l’ultimo tipo di coniglio, animale la cui carne i versiliesi erano grandi estimatori. Questa la fiera tradizionale, ora la è diversa assomiglia molto di più ad un grande mercato ambulante, pieno di pieno di bancarelle che offrono panini con la porchetta, friggitorie ambulanti di bomboloni e cineserie varie.

I pietrasantini sono comunque molto affezionati a San Biagio e sono molto tristi perché quest’anno a causa del Covid non si potranno trovare tutti in piazza a fare festa, ma sono convinti che il 3 febbraio del 2022 la tradizione riprenderà bella e forte come da centinaia di anni.

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