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Succede spesso che i clienti, soprattutto quelli che vengono da paesi lontani, ci chiedano come è nata la città di Pietrasanta e se il nome abbia qualche relazione con il fatto che da noi si lavora il marmo, la pietra.

Abbiamo girato la domanda al nostro esperto di storia medievale che ci racconta una storia, quella con la S maiuscola, diversa dove le cronache narrano che nell’anno 1255, l’allora podestà guelfo di Lucca, Guido o Guiscardo, della nobile famiglia milanese dei Pietrasanta, decise di fondare una città “nova”, nel luogo dove si trovava l’allora il piccolo borgo di Massa Versiliae, sorto intorno alla vecchia fortezza longobarda della Sala.

Alla nuova città venne dato il nome della famiglia del fondatore: Pietrasanta, una nobile famiglia milanese, fieramente guelfa, il cui nome derivava da una colonna di marmo africano riportante sulla sommità un bacile per l’acqua santa, probabilmente escavata in una pietra che diventarono lo stemma della famiglia e successivamente della Città.

Nello stemma, ad oggi visibile nel museo di arte antica del Castello Sforzesco, ma un tempo murato nella Chiesa di Santa Maria in Beltrade, la pietra appariva rotonda e da alcuni venne identificata o forse semplificata, nella rappresentazione di un’ostia.

C’era una volta Pietrasanta

C’era una volta Pietrasanta

Lo stemma araldico racconta, per simboli, la storia di una famiglia, ma al nostro cliente interessa conoscere la storia di quel minuscolo villaggio, diventato per mano dell’uomo quella splendida cittadina, nota nel mondo per la sua magnifica piazza del Duomo e la sua Cattedrale,

C’era una volta Pietrasanta

Photocredit @ClaudioBeduschi

Per popolare la nuova città vennero trasferiti gli abitanti della rocca di Corvaia, i signori di questa rocca di Corvaia e di Vallecchia, erano la nobile casata dei Cattanei e come racconta la cronaca del Sercambi” Lucha andò in Versiglia e disfece Gombitelli, Monte Magno e soctopuoseno li capitani della Versiglia e fecero Pietrasanta” “E così le puesero nome perch’era podesta di Lucha messer Guiscardo da Pietrasanta “.

Pietrasanta, insieme alla vicina Camaiore, fu la prima delle Terre Nove che nel XIII secolo punteggiarono la Toscana ed assunse da subito uno schema architettonico ed urbanistico a pianta ortogonale a sviluppo chiuso, con isolati in senso longitudinale, determinati e contenuti entro un perimetro regolare.

Se un viaggiatore o una viaggiatrice alzandosi una mattina dopo una ottima nottata trascorso in una delle meravigliose suite del Duomo, decidesse di trascorrere l’intera giornata senza utilizzare l’automobile in una visita un poco approfondita di questa nobile città del nord della Toscana, potrebbe trovare utili i suggerimenti che troverà in questo blog dove vogliamo raccontarvi, come trascorrere il tempo in modo interessante e lieto sino al successivo sonno ristoratore in una delle Suite del Il Duomo Luxury Suites.

Ecco a voi il primo dei nostri suggerimenti.

Aprite la finestra e godetevi il magnifico panorama di una delle piazze più belle d’Italia e la bellissima facciata, coperta di lucido marmo bianco, del duomo romanico, costruito nel 1330, con i tre portali della facciata, arricchito nella sua parte centrale, da un grande rosone di Lorenzo Riccomanni.

Scendete in piazza e, dopo una colazione ricca e variegata alla Pasticceria Bar Il Duomo.

C’era una volta Pietrasanta

Entrate, in rispettoso silenzio, all’interno del Duomo dove verrete accolti da un bellissimo pulpito di marmo multicolore e da un Cristo di Ferdinando Tacca, posto sull’altare.

Percorrete le navate rivestite di marmo, toccate le imponenti colonne che reggono le capriate e ascoltate il rumore dei vostri pensieri, nella pace santa della Chiesa.

Dopo un momento di raccoglimento, è l’ora di uscire nel sole abbagliante della piazza e di guardarsi intorno.

A destra la Rocca del Forgione o Rocchetta, a sinistra la chiesa di Sant’Agostino, un tempo tempio religioso, oggi luogo di culto di un’altra forma di religione, quella dell’arte e della cultura, e, in fondo alla Piazza, la scultura in marmo di Leopoldo II di Vincenzo Santini.

Ognuno di questi monumenti ha una storia da raccontare, una storia che racconteremo nel corso di questa vostra giornata a Pietrasanta.

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